Gli edifici incompiuti, abbandonati, non finiti o semplicemente in itinere rappresentano occasioni di riflessione per capire il rapporto tra luoghi e costruzioni, tra usi e fruizioni, tra antico e nuovo nel panorama sociale in cui viviamo. Non si tratta di casi sporadici, ma di un fenomeno che interessa diverse epoche e paesi. In Italia, ad esempio, se ne contano oltre 600. Se da una parte costituiscono unoccasione per scatenare la fantasia e immaginare la loro compiutezza, dallaltra la loro incompiutezza ne definisce laspetto inusuale nel contesto in cui sono inseriti, tasselli mancanti (Gap) in un tessuto urbano oggi in fermento.
Uno di questi è la sede del Museo Guggenheim di Venezia. Spazio unico nel suo genere che si propone come un vetrina sul Canal Grande, Palazzo Venier dei Leoni è in realtà un vuoto urbano, unico edificio incompiuto nel susseguirsi dei palazzi affacciati sullarteria dacqua principale di Venezia. Questo Guggenheim Urban Gap (Gug) rappresenta contemporaneamente un luogo dalla storia straordinaria, un museo e una piazza, ma anche unoccasione per sperimentare nuovi dibattiti. Gli scenari che si potrebbero visionare sono molteplici e definiscono solo in parte le potenzialità di questo luogo che potrebbe ospitare: un evento collaterale della Biennale (Arte, Cinema, Architettura, Danza…), delle installazioni in stile London Serpentine Gallery, una discoteca, un mercato allaperto o un laboratorio didattico temporaneo.
Abituata ad apparire ed esibirsi per sentirsi viva, città che vive di turismo e perde le sue radici popolari per adattarsi a una società globalizzata, sede di esposizioni, mostre e allestimenti che ne mutano continuamente laspetto, Venezia oggi sta vivendo una rinnovata attenzione per il recupero di spazi pubblici e privati. Lunicità e le sinergie insite nello spazio di Palazzo Venier offrono lopportunità di «costruire» e completare temporanemente questo vuoto. Il Gug rappresenta un luogo aperto dove accogliere, configurare e sperimentare un prototipo innovativo di spazio urbano, un modello inteso non come accessorio alla struttura museale ma come ponte culturale tra il museo e la società, tra la città e larte.
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