Venezia. Una decina danni dopo la costituzione della società Veneto City Spa, il grande sogno di Luigi Endrizzi (ingegnere padovano con allattivo decine di piani urbanistici, residenziali e produttivi, tra cui spicca quello di Padova Est), si sta concretizzando. La firma dellAccordo di programma tra Regione, Provincia, amministrazioni di Dolo e Pianiga e la società Veneto City Spa (di cui Endrizzi è presidente, mentre Rinaldo Panzarini, già direttore della Cassa di Risparmio del Veneto, ora anche nel consiglio di Est Capital, è lamministratore delegato), dà il via ai prossimi passi. Diviso in più fasi operative, la prima (da qui ai prossimi dieci anni) prevede la realizzazione di 500.000 mq di superficie (divisi, con una certa elasticità, in 70.000 mq di commerciale, tra i 200 e i 300.000 mq di direzionale, 50.000 mq di ricettivo, e tra i 150 e 300.000 mq di servizi, per 7.000 posti di lavoro) su unarea territoriale di 750.000 mq, per un valore stimato sui 2 miliardi, mentre poco più di 50 milioni (tra contributo di costruzione e Ici) entreranno nelle casse dei due comuni interessati.
Se questa prima fase riguarda unarea agricola (ma comunque destinata dalla pianificazione esistente, come ricorda Endrizzi, a divenire industriale, e in questo la proposta di Veneto City viene letta come una valida alternativa allennesima distribuzione di capannoni), la seconda fase concerne lattuale area industriale del Comune di Dolo, che nel progetto si trasformerà in 600.000 mq a uso terziario. Sottolineato che la Regione, pur connotando Veneto City di rilevanza strategica nello sviluppo regionale, ha bocciato lidea del polo fieristico nellarea, contenuto nella proposta iniziale, la versione verde di Mario Cucinella e Andreas Kipar, presentata lo scorso inverno, non cambia di molto la sostanza delle cose.
Si prosegue nella logica del consumo del territorio; e la cornice nella quale viene presentata la Veneto Green City (un progetto per un modello di sviluppo per tutta la fascia compresa da Padova a Mestre, delimitata dai tracciati paralleli dellautostrada A4 e della ferrovia, per una lunghezza di 28,5 km e 800 m di larghezza) non contribuisce a rasserenare gli animi. Perché, nonostante le parole, nessuno si fida più: il parere negativo della Commissione di salvaguardia è stato cancellato dal presidente della Regione, e la Commissione regionale Vas ha escluso che il progetto di Veneto City debba essere sottoposto alla valutazione. E già ci si chiede se arriverà prima il groviglio stradale della connessione con la nuova Romea commerciale, proprio in corrispondenza dello snodo tra A4 e passante di Mestre, sulla punta orientale di Veneto City, o gli alberi previsti da Cucinella e Kipar che dovrebbero occupare gli spazi di campagna, in attesa dei nuovi edifici.
Il sogno di Endrizzi è lincubo di chi, rappresentato dai Cat (Comitati territorio ambiente, coordinamento che include una decina di comitati e gruppi distribuiti lungo la riviera del Brenta, dalle porte di Padova fino a quelle di Mestre), ora affiancati anche dalle associazioni di categoria (Ascom), vede questo progetto come una spugna che assorbirà tutte le (poche) risorse che potrebbero andare verso Padova e verso Mestre (dove la conversione delle aree ex industriali di Marghera langue).
Il momento della firma dellAccordo è stato preceduto da una serata in cui i Cat hanno illustrato le zone grigie del progetto; serata terminata con linvito a occupare le sedi municipali il giorno successivo, in vista dei consigli comunali che hanno ratificato il sì al progetto. I comitati promettono battaglia, annunciando ricorsi al Tar e alla Corte di giustizia europea, in virtù del mancato assoggettamento alla Vas e in merito alliter amministrativo, dato che non sembrano esserci le condizioni di utilità pubblica, indifferibilità e urgenza che sono preliminari allutilizzo del mezzo dellAccordo di programma.
(Visited 44 times, 1 visits today)
Articoli recenti
- Hans Ibelings: il clima cambia, il genius loci anche 23 Luglio 2025
- Costruire semplice, quando l’architettura è essenziale 23 Luglio 2025
- Upcycling: lo scarto come risorsa per costruire 23 Luglio 2025
- Gli adattamenti necessari per la Città Eterna 23 Luglio 2025
- Elegia del suolo: invisibile, sconosciuto, preziosissimo 23 Luglio 2025
- Andrea Kerbaker: Milano troverà gli anticorpi per ripartire 23 Luglio 2025
- Piante nei centri storici, il rischio di un grottesco greenwashing 21 Luglio 2025
- Alberi in città: non siano simboli ma progetti 21 Luglio 2025
- Automist 20 Luglio 2025
- OBR: i fondi PNRR non stravolgano il Museo di Pitagora a Crotone 16 Luglio 2025
- Decq, LAN, Peer: la nuova Scala di Siena è un microcosmo culturale 15 Luglio 2025
- Ri_visitati. Mondadori e Niemeyer, 50 anni di poesia 15 Luglio 2025
- Ri_visitati. A Piacenza il Moderno che unisce le generazioni 15 Luglio 2025
- Piazza Augusto Imperatore, la magia romana del piano inclinato 9 Luglio 2025
Tag
abitare
alejandro aravena
allestimenti
anniversari
arte contemporanea
biennale venezia 2016
bologna
Chiese
cina
compatibilità ambientale
concorsi
congressi
coronavirus
Dalle Aziende
fiere
firenze
fotografia
francia
germania
IN/ARCH
infrastrutture
INU
lettere al Giornale
libri
Milano
mostre
musei
napoli
paesaggio
parigi
Pianificazione
premi
recupero
reporting from the front
restauro
rigenerazione urbana
ritratti di città
roma
sicilia
spazio pubblico
territorio fragile
torino
triennale milano
università
venezia
«Il Giornale dell’Architettura» è un marchio registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. all’associazione culturale The Architectural Post; ilgiornaledellarchitettura.com è un Domain Name registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. a The Architectural Post, editore della testata digitale, derivata e di proprietà di «Il Giornale dell’Architettura» fondato nell’anno 2002 dalla casa editrice Umberto Allemandi & C. S.p.A., oggi Società Editrice Allemandi a r.l.
CONTATTI SOCIAL:
© 2025 TheArchitecturalPost - Privacy - Informativa Cookies - Developed by Studioata



















