La Biennale, a fine anni ottanta, bandisce un concorso internazionale a inviti per il nuovo palazzo del Cinema al Lido. In occasione della V Mostra internazionale di architettura del 1991 sono esposti dieci progetti di architetti di fama internazionale, ma il progetto vincitore (di Rafael Moneo) viene abbandonato a causa degli alti costi. Nel 2004 la Fondazione Biennale di Venezia bandisce un nuovo concorso internazionale di progettazione (per un valore complessivo massimo dellopera stimato in 75 milioni) vinto dallo studio genovese 5+1AA con il francese Rudy Ricciotti. Nel settembre 2007 si annuncia che il progetto sarà costruito seguendo le procedure dellappalto integrato, rientrando tra le opere del 150°. Il contributo statale è di 16 milioni, la Regione Veneto ne promette 10, mentre il resto dovrebbe giungere dal Comune attraverso la vendita e la riqualificazione dellex Ospedale al Mare. Nel dicembre 2007, a due giorni dalla scadenza della gara dappalto, quattro imprese (Ge.Di e Tecnomec di Altamura, insieme a Tesault e Sve di Roma) ricorrono al Tar del Lazio: chiedono la riformulazione della gara contestando sia i tempi (62 giorni sono troppo pochi per poter realizzare un progetto definitivo accurato), sia la violazione della legge che norma la contabilità pubblica (i soldi promessi dalla Regione e dal ricavato delle vendite del Comune non sono certi e si rischia la mancata copertura finanziaria). Nel marzo 2008 lAti veneta guidata da Sacaim si aggiudica la gara. Il progetto definitivo mantiene le linee guida di 5+1AA e Ricciotti i quali, dal momento della stipula del contratto dellAti, hanno il solo incarico di consulenza al Rup per gli aspetti architettonici e artistici. Il 28 agosto 2008 è posata la prima pietra ma i lavori subiscono una lunga sospensione a causa della scoperta di amianto nelle terre di scavo, con conseguente aumento dei costi e dei tempi legati ai lavori di raccolta, confezionamento e smaltimento delle terre contaminate, che dovrebbero concludersi entro aprile. La fase successiva prevede lo scavo con metodologie convenzionali, sulla base tuttavia di una costante attività di controllo fino alla quota di -9 m, piano dimposta delle fondazioni. Il progetto esecutivo approvato nel 2008 prevedeva la realizzazione di una grande sala da 2.500 posti nota come «Il Sasso», sale ipogee destinate ad allestimenti e incontri, e una spesa di oltre 136 milioni.
Ad oggi è in via di completamento unattività tecnico-amministrativa di revisione del progetto esecutivo generale volta a ricondurre la spesa occorrente (che comprende un onere di 12 milioni per lo smaltimento dellamianto, precedentemente non previsto) nellambito delle risorse finanziarie disponibili, di poco superiori ai 100 milioni. Una delle modifiche riguarderà le sale sotterranee, che verranno realizzate completando con le finiture solo unarea di circa 1.100 mq di fronte alle zone foyer/guardaroba della grande sala. Si prevede di ultimare i lavori strutturali della grande sala da 2.500 posti nel settembre 2012, in occasione della mostra del Cinema.
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