A inizio marzo un altisonante annuncio del governo informava dellintenzione di varare il cosiddetto Piano casa, strumento taumaturgico con cui favorire il rilancio delleconomia facendo leva sul volano delledilizia privata. Facendo spesso confusione tra Piano casa e Piano di edilizia abitativa (il cui lungo iter si è concluso il 16 luglio con la firma del Dpcm per la realizzazione di soli 100.000 alloggi nei prossimi cinque anni), sono seguiti momenti convulsi e ulteriormente complicati dal terremoto in Abruzzo, in cui molte volte il Piano casa è stato dato di approvazione certa e rapida ma sempre slittata.
Dopo aver registrato scontri politici e conferenze stato-regioni, in cui le seconde hanno rivendicato con forza il loro ruolo anche opponendosi alle linee governative (loro è infatti la competenza legislativa in materia di pianificazione del territorio), a oggi il Piano casa non cè (e mai ci sarà). Le regioni hanno quindi autonomamente iniziato, e in alcuni casi concluso, lapprovazione di leggi in materia urbanistica contenenti «eventuali aumenti di volumetria e/o la possibilità di demolizione e ricostruzione», seguendo le non prescrittive indicazioni contenute nel testo dellintesa firmata con il governo il 31 marzo, che dava 90 giorni di tempo per giungere ai testi di legge regionale definitivi (www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/casa_piano).
In questa ingarbugliata situazione Legambiente ha deciso di dare i voti alloperato delle singole regioni, che nei testi provvisori o approvati hanno preso posizioni spesso differenti, pubblicandole allinterno del dossier «Il Piano casa, quattro mesi dopo», diffuso il 21 luglio. I parametri considerati nelle valutazioni riguardano la presenza dellefficienza energetica e delluso di fonti rinnovabili tra gli obiettivi principali della legge, nonché le limitazioni nelle demolizioni e ricostruzioni, nelle volumetrie realizzabili e nellestensione della possibilità dintervento oltre allambito residenziale. Il risultato, a livello nazionale, è una bocciatura totale dellazione governativa, fallimentare perché ha consentito, percorrendo una scorciatoia incapace di fare uscire da una crisi non congiunturale il settore delledilizia, lapprovazione di sistemi di regole diversi per ogni regione. Ma anche perché si è rifiutata di affrontare in modo serio soprattutto la questione qualitativa degli interventi sul territorio, dando a un superficiale programma di premi di cubatura senza regole il compito di smuovere un mercato in grave crisi, che negli anni ha prodotto in grande quantità case inaccessibili per le fasce di popolazione che ne avrebbero maggiormente bisogno ed evitato di affrontare in modo serio il nodo di un programma di edilizia residenziale pubblica. A livello delle singole regioni, la situazione si presenta variegata, con sei regioni rimandate (tre con leggi già approvate) e solo tre promosse. Ma otto regioni bocciate, con Lombardia, Sicilia, Veneto e Campania nel numero, sono davvero troppe. www.legambiente.eu
(Visited 86 times, 1 visits today)
Articoli recenti
- Hans Ibelings: il clima cambia, il genius loci anche 23 Luglio 2025
- Costruire semplice, quando l’architettura è essenziale 23 Luglio 2025
- Upcycling: lo scarto come risorsa per costruire 23 Luglio 2025
- Gli adattamenti necessari per la Città Eterna 23 Luglio 2025
- Elegia del suolo: invisibile, sconosciuto, preziosissimo 23 Luglio 2025
- Andrea Kerbaker: Milano troverà gli anticorpi per ripartire 23 Luglio 2025
- Piante nei centri storici, il rischio di un grottesco greenwashing 21 Luglio 2025
- Alberi in città: non siano simboli ma progetti 21 Luglio 2025
- Automist 20 Luglio 2025
- OBR: i fondi PNRR non stravolgano il Museo di Pitagora a Crotone 16 Luglio 2025
- Decq, LAN, Peer: la nuova Scala di Siena è un microcosmo culturale 15 Luglio 2025
- Ri_visitati. Mondadori e Niemeyer, 50 anni di poesia 15 Luglio 2025
- Ri_visitati. A Piacenza il Moderno che unisce le generazioni 15 Luglio 2025
- Piazza Augusto Imperatore, la magia romana del piano inclinato 9 Luglio 2025
Tag
abitare
alejandro aravena
allestimenti
anniversari
arte contemporanea
biennale venezia 2016
bologna
Chiese
cina
compatibilità ambientale
concorsi
congressi
coronavirus
Dalle Aziende
fiere
firenze
fotografia
francia
germania
IN/ARCH
infrastrutture
INU
lettere al Giornale
libri
Milano
mostre
musei
napoli
paesaggio
parigi
Pianificazione
premi
recupero
reporting from the front
restauro
rigenerazione urbana
ritratti di città
roma
sicilia
spazio pubblico
territorio fragile
torino
triennale milano
università
venezia
«Il Giornale dell’Architettura» è un marchio registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. all’associazione culturale The Architectural Post; ilgiornaledellarchitettura.com è un Domain Name registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. a The Architectural Post, editore della testata digitale, derivata e di proprietà di «Il Giornale dell’Architettura» fondato nell’anno 2002 dalla casa editrice Umberto Allemandi & C. S.p.A., oggi Società Editrice Allemandi a r.l.
CONTATTI SOCIAL:
© 2025 TheArchitecturalPost - Privacy - Informativa Cookies - Developed by Studioata



















