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Davide FragassoWritten by: Professione e Formazione

Avanti, nonostante tutto

l’aquila. Da poco trascorso il terzo anniversario del sisma, segnali incoraggianti giungono sul fronte della ricostruzione, e, alla vigilia dell’inizio della «ricostruzione pesante» si è svolta, dal 24 al 27 maggio, la seconda edizione del Salone della Ricostruzione, organizzato dall’Ance Abruzzo e Carsa Editore e immediatamente recepito da aziende e partners privati. Dopo il successo della prima, con più di 7.000 visitatori su 8.000 mq e oltre 250 espositori, quest’anno si è replicato un appuntamento nel quale si è focalizzata l’attenzione sulle opportunità di innovazione tecnologica in termini di sostenibilità e restauro. L’occasione è delle migliori e i propositi ci sono tutti: mettere a sistema le conoscenze e le capacità produttive del comprensorio per rilanciare e far partecipare il territorio a una ricostruzione non solo fisica. L’obiettivo è diventare un riferimento per l’intera filiera dell’edilizia, ed è leggibile l’ambizione di costituire una fiera permanente che diventi leader in regione e non solo. Ma ritagliarsi una fetta di mercato in un settore in cui prolifera uno straordinario numero di eventi fieristici non è cosa facile, sebbene sia da sottolineare l’interessamento, quest’anno divenuto partnership, di BolognaFiere e Saie.
Nonostante più volte si sia parlato di fare della ricostruzione dell’Aquila un’occasione per sperimentare, innovare e innalzare la qualità, per dare vita a un laboratorio aperto e multidisciplinare capace di mettere in discussione i temi classici della ricostruzione (ben rappresentati dal sottotitolo «Restauro, innovazione e green economy»), l’evento sconta la sua giovanissima età e, complice l’inadeguatezza delle infrastrutture che lo ospitano, lascia ancora affiorare un certo provincialismo. Va anche riconosciuto che questa edizione ha risentito del recentissimo evento sismico emiliano, il quale ha riportato a galla vecchi fantasmi mai sopiti, affievolendo gli entusiasmi. Insomma, una non affollatissima seconda edizione che forse necessita ancora di approfondire le riflessioni per meglio focalizzare i nodi dell’offerta, poco tematizzata rispetto alla ricostruzione, sia per quel che riguarda gli espositori che per i contenuti degli incontri. Ma la sensazione di lieve indifferenza è amplificata dalla pesante assenza della politica che, al di là della visita (passerella) della delegazione libica con le rappresentanze locali, depaupera speranze e aspettative future.
Un interessante apporto per contenuti e temi è quello fornito dalla mostra del Premio Ad’A curata da Carsa e dall’Agenzia per l’Architettura d’Abruzzo. Esposti gli oltre 160 progetti partecipanti e presentati i vincitori, i premi e il catalogo che raccoglie un sorprendente ventaglio di opere realizzate in Abruzzo di cui molte nell’aquilano, negli ultimi dieci anni. Un contributo che riporta a un livello più elevato il dibattito sulla situazione architettonica regionale contribuendo a diffondere la cultura del progetto e presentando uno stato dell’arte inaspettatamente positivo e carico di attese; una situazione diversa da quella che troppo spesso si racconta.

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Last modified: 8 Luglio 2015