Conosciuto soprattutto per i suoi monumenti commemorativi sparsi in tutta lex Jugoslavia, gran parte dei quali dedicata ai caduti della seconda Guerra mondiale, Bogdanovi´c, scomparso il 18 giugno, è stato uno degli architetti più originali e prolifici della Jugoslavia socialista. Professore emerito alluniversità di Belgrado, allapice dellortodossia modernista di fine anni cinquanta e dei sessanta, reinventa lo stile della commemorazione architettonica includendo contenuto narrativo, simbolismo, allusioni storiche e, al tempo stesso, sottraendosi allo storicismo e a ogni traccia di propaganda politica. Ispirato dalle sue conoscenze di antropologia, sintetizza motivi archetipici disparati in segnali senza tempo, che hanno resistito a una facile classificazione stilistica. È una sintesi tesa e spesso paradossale, filtrata attraverso il fascino che larchitetto ha sempre nutrito per il surrealismo: una sintesi solenne e giocosa, accessibile eppure misteriosa, evocativa ma aperta allinterpretazione. Realizzati magistralmente in una varietà di dimensioni diverse, i monumenti commemorativi trascendono i confini tra architettura, paesaggio e scultura, confondendo le linee tra metodi di costruzione moderni e tradizionali. I loro elementi principali sono la profonda manipolazione del paesaggio, che ricorda gli antichi tumuli funerari, e le strutture in pietra fatte a mano, disegnate sul sito a diretto contatto con incisori e scalpellini locali seguendo il metodo delleroe della sua architettura, Antoni Gaudí. Le sue opere più note, fra quelle realizzate tra il 1951 e il 1981, sono la «tetralogia» degli anni sessanta, che comprende i memoriali di Prilep (Macedonia), Mostar (Bosnia-Erzegovina), Kru?sevac (Serbia) e Jasenovac (Croazia, nella foto). Questultimo, costruito sul sito di un campo di concentramento, ha ricevuto nel 2007 il Premio internazionale Carlo Scarpa per il giardino. Bogdanovi´c è stato anche uno scrittore autorevole e prolifico, prevalentemente sulla filosofia, la storia e il simbolismo delle città e dellarchitettura. Proprio come le opere edificate, anche i suoi scritti, compresi diciotto libri, sfidano i generi virando spesso nella zona grigia postmoderna tra fatto storico e finzione.
Politicamente attivo per tutta la vita, da quando fu partigiano nella seconda Guerra mondiale fino alla carica di sindaco di Belgrado negli anni ottanta, è stato uno dei primi e più accesi avversari del regime di Slobodan Milo?sevi´c. Nel 1993 la sua opposizione gli ha causato lesilio a Vienna, città da cui non ha mai fatto ritorno. Nel 2006 ha donato il suo archivio personale allArchitekturzentrum della capitale austriaca, che lo scorso anno ha allestito unimportante retrospettiva del suo lavoro.
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