È importante chiarire gli obiettivi del Comitato Italia 150, nato a Torino nel 2007 a ratifica di un progetto avviato fin dallautunno del 2005: offrire un luogo (Torino) e un periodo lungo in cui riflettere sul significato della nostra storia unitaria.
Questa riflessione toccherà il passato (dal 4 marzo 1848, ovvero dallo Statuto Albertino come momento iniziale di ripensamento del ruolo della monarchia sabauda e sviluppo di un concetto nuovo di costituzione) per arrivare fino alloggi in una grande mostra, dal titolo rubato a Massimo DAzeglio, «Fare gli italiani», curata da Walter Barberis e Giovanni De Luna insieme ad altri 30 storici italiani (consulenza artistica Studio Azzurro). Sarà ospitata allinterno delle Officine grandi riparazioni (Ogr), spazio straordinario, sottratto grazie a una variante del Piano regolatore al destino della distruzione e già parzialmente riutilizzato nel 2008 per ospitare la mostra «Torino 011», con cui la città piemontese raccontò la propria storia recente, tra gli altri, al folto pubblico del Congresso mondiale degli architetti.
Sotto le volte di questo monumento industriale, ancora oggi di proprietà delle Ferrovie dello Stato e in concessione per trenta anni alla Città di Torino (che in virtù di tale accordo ha investito con la Regione 4 milioni per unurgente messa a norma delledificio) ci sarà il centro dei festeggiamenti del 150°. Le Ogr infatti sono anche spazialmente il cuore della nuova area metropolitana torinese. Uno spazio strategico, destinato in futuro a «Centro di contemporaneità» come da trattativa fra Ferrovie, Città e Fondazione Crt.
Nelle Ogr si terrà anche unaltra mostra incentrata sullazzardato tentativo di proporre uno sguardo sui prossimi 50 anni della nostra comunità nazionale. Curata da Vittorio Bo (direttore artistico Italo Rota), racconterà i progetti che possono aiutarci a vivere meglio nel nostro futuro prossimo, scelti in collaborazione con le più importanti aziende italiane e i loro centri di ricerca. Oltre alle Ogr, «Esperienza Italia» coinvolgerà la Reggia di Venaria con due mostre: «Italia-Italiae» dedicata allarte e curata da Antonio Paolucci; «LItalia da gustare» dedicata al cibo e curata dallUniversità di Pollenzo. Ma oltre alle mostre specifiche, Torino offrirà i suoi musei ampliati e riallestiti, tra cui quello del Risorgimento e quello dellAutomobile (progetto architettonico di Cino Zucchi con allestimento di François Confino) e una serie di eventi straordinari.
Tutto il sistema Torino Piemonte sta usando loccasione del 150° come messa alla prova della propria capacità di progettare e attrarre idee, risorse umane, economiche, ma anche turisti. Torino ne sarà il centro, ma anche il resto del Piemonte, dalle residenze reali di Racconigi e di Stupinigi, alle fortezze, ai centri religiosi, fino a tutto il nuovo percorso delle pinacoteche locali.
Una scelta strategica, nata più di dieci anni fa e ratificata più di cinque anni or sono, lontano dalla logica del «grande evento» che produce mattone ma non neuroni, decreti durgenza anziché bandi trasparenti. «Brain, not brick», è il motto di questo lavoro che procede da anni e che tenta di dare unanima al nostro territorio. Un percorso in stato di avanzata realizzazione, ma che necessita ogni giorno conferme ed esercizio di governance attenta e responsabile, che ha in mente confronti internazionali e che cerca di legare cultura e innovazione tecnologica. Senza certezze o presunzioni, ma con convinzione e un pizzico di coraggio.
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