Perugia. Cioccolato e jazz non sono gli unici appuntamenti consolidati di uno dei salotti storici più belli dItalia, che non disdegna gli interventi di architettura contemporanea. Location preferita è il centro storico, già destinatario a inizio anni ottanta di un progetto di collegamento, attraverso scale mobili, della sua parte alta con il continuo urbano fuori dalle mura, insieme al recupero della Rocca paolina. Il sistema di accessibilità urbana si è poi ampliato e, proprio a due anni dallinaugurazione del minimetrò firmato da Jean Nouvel, ecco un nuovo progetto. Intitolato «Camminare nella storia. Nuovi spazi pedonali per la Perugia del terzo millennio», e finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, propone una galleria archeologica ipogea sotto piazza Matteotti e una «galleria energetica» vetrata su via Mazzini. Questo lesito di un lavoro condotto da unéquipe interdisciplinare del Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale dellUniversità degli studi di Perugia (responsabile scientifico, Paolo Belardi) insieme a Wolf Prix, fondatore e leader dello studio viennese Coop Himmelb(l)au, e allo studio pisano Heliopolis 21.
Lidea di progetto, presentata lo scorso 15 gennaio, riguarda lex Sopramuro, unarea cresciuta su se stessa per stratificazioni successive a seguito dellerezione di un antemurale medievale che ha portato dapprima alla sostruzione di una piazza pensile e alla sovrapposizione di un edificio, la vecchia sede dellUniversità. Quanto è emerso da unanalisi tramite un rilievo archeologico non invasivo (con uso di georadar e laser scanner) e uno architettonico-ambientale, apre la strada al progetto di un nuovo nodo urbano di collegamento tra il Pincetto, terminal del minimetrò, e lacropoli, attraverso le mura etrusche e medievali; lo svuotamento poi del terrapieno medievale verrebbe convertito in galleria archeologica: un percorso museale pubblico, libero e mutevole, fra i possibili rinvenimenti archeologici.
Ma ciò che più fa discutere della proposta, il cui costo stimato è di 10 milioni, è la «galleria energetica» disegnata da Prix: una copertura lunga 84 m e larga 16, svincolata strutturalmente dagli edifici circostanti per garantirne la reversibilità, ma la cui iconicità e impatto ambientale hanno sortito più di qualche perplessità. Con i suoi tre strati (di cui quello centrale assolve alla funzione statica portante), la galleria vetrata agisce da generatore di energia per la galleria ipogea, rendendola autosufficiente grazie alle celle fotovoltaiche. Il modello è stato accolto col plauso del sindaco e dellassessore alle infrastrutture, mentre Italia Nostra evidenzia linvasività, oltre allinutilità, della «macchina leonardesca».
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