Parte questo mese il cantiere per la ristrutturazione dellimpianto industriale ex Aticarta, che sarà trasformato in un Centro integrato per lartigianato e il commercio. Il progetto, firmato dallo studio Corvino+Multari, è stato promosso dalla Fergos srl, aggiudicataria di una gara nazionale cui è seguita la firma di un Protocollo dintesa che prevede anche il reinserimento di tutte le maestranze dellex cartiera. Oggetto del cantiere – posto al confine con Scafati, delimitato a nord dallautostrada A3 e a sud dal fiume Sarno – è un complesso industriale sorto a metà anni cinquanta e sviluppatosi su circa 90.000 mq, per oltre 400.000 mc totali. Lintervento – che costerà 81 milioni – prevede la realizzazione di un involucro-rete sotto il quale verrà ristrutturato, e parzialmente ricostruito, un unico grande edificio. Una rete che, secondo i progettisti, «intende alludere alle serre, presenti diffusamente sul territorio, e ai rotoli di carta che venivano prodotti nella stessa fabbrica». Allesterno, il complesso sarà suddiviso in quattro aree: un piazzale verde di circa 16.600 mq con una vasca da 1.200 mq che contribuirà al miglioramento del microclima; i parcheggi coperti pavimentati in conglomerato con miscela dinerti policromi; i parcheggi scoperti con pavimenti permeabili a ridotto impatto ambientale; i sistemi interstiziali e la viabilità protetta dalla vegetazione a medio fusto (corbezzoli, magnolie, platani).
Lintervento è importante perché si colloca nel filone della riconversione delle fabbriche dismesse, un tema di grande attualità, non solo in Campania. Il solo Comune di Pompei ha registrato unimponente deindustrializzazione: dalle 286 industrie del 1991 alle 68 del 2001, con una perdita del 76,22%. Lex Aticarta è dunque un banco di prova decisivo per altre auspicabili operazioni analoghe.
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